Di una finale di Coppa Campioni, non sempre la gente ricorda il risultato; quasi sempre però ricorda la giocata simbolo di quella partita, il momento che decide la sfida, il gesto tecnico impareggiabile.E così, della finale del 2002 tra Real Madrid e Bayer Leverkusen, la gente ricorda il gran gol di Zidane. O della finale del 1999 tra Bayern Monaco e Manchester, quei folli 2 minuti finali. E ancora del tacco di Madjer, del pallonetto di Ricken, del siluro di Rambo Koeman... ecc.
Ma alcune rare volte, della partita più importante dell'anno, quello che rimane impresso non è un gol, ma una parata. Talmente incredibile da lasciare sgomenti pubblico e squadra avversaria. La parata che vale la coppa.
Ora pensate, se anziché essere solamente una, le parate siano addirittura 4, per di più consecutive...
Signore e signori, Helmuth Duckadam.







