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La prima copertina dell'album Panini


Nella foto qui a sinistra vediamo Nils Liedholm intento a colpire di testa. Ebbene, questa è l'immagine scelta dalla Panini, per la copertina del primo album di figurine dei calciatori. Nel 1961 esce la Grande Raccolta Figurine Calciatori della Serie A.

L'anno prima i fratelli Panini, titolari dell'Agenzia Distribuzione Giornali Fratelli Panini, trovarono un lotto di figurine invendute della Nannina, la casa editrice che per prima iniziò a produrre figurine, già dal 1947. Grandi fogli, che raccoglievano diverse figurine di personaggi sportivi in tecnicolor da ritagliare.

Partendo da questo lotto, la Panini ha fondato un impero. Prima ha rivenduto le figurine, imbustate 2 a 2. Poi, visto il successo della campagna vendite (3 milioni di bustine vendute a 10 lire l'una), dall'anno dopo ha iniziato la produzione in proprio, accoppiando alla classica figurina l'album raccoglitore. Per la copertina fu scelta la foto di Nils Liedholm opportunamente rieditata.
Le cifre raccontano di un successo strepitoso, con ben 15 milioni di bustine vendute. Era ufficialmente nata la grande tradizione della Collezione Calciatori.

Vinnie Jones e Paul Gascoigne

Vinnie Jones si è guadagnato la fama di "duro" nel mondo del calcio: provocazioni, interventi duri e scorrettezze a non finire in mezzo al campo. In questo celebre fotogramma vediamo Vinnie alle prese con una delle sue "tecniche" di marcatura. Bersaglio delle cortesi attenzioni è Paul Gazza Gascoigne, che sembra non gradire.

La partita a scopone sull'aereo: Zoff e Pertini contro Causio e Bearzot

Forse la foto più celebre del mundial spagnolo è proprio questa. Una partita a carte, una partita a scopone per l'esattezza. Al tavolo il capitano della nazionale Zoff, l'allenatore Bearzot, Franco Causio e il Presidente della Repubblica Pertini. Gli accoppiamenti sono Zoff-Peritni, Bearzot-Causio. Il tavolo è quello dell'aereo che riporta a casa gli azzurri dopo la trionfale finale. Sul tavolo, in primo piano, la Coppa del Mondo.
Bearzot non è un gran giocatore e al tavolo doveva sedere Cesare Maldini (allora allenatore in seconda). Ma Maldini si alzò nel momento sbagliato e la partita iniziò senza di lui. Di quel "match" Causio ricorda il punto decisivo, neanche fosse una partita di calcio: "Io ero in coppia con Bearzot, il presidente con Zoff. Io feci una furbata: calai il sette, pur avendone uno solo. Pertini lo lasciò passare e Bearzot prese il settebello. Abbiamo vinto così quella partita."

Di quella partita c'è anche un video, in cui si vede Pertini arrabbiarsi con Bearzot, per la giocata, e con Zoff, accusandolo di averlo fatto perdere. Il presidente amava giocare, ma non era una gran giocatore e in quell'occasione fu lui a sbagliare. Ma non lo ammise mai in pubblico, così come nulla disse Zoff. Ma a distanza di un anno, quando il portiere appese i guantoni al chiodo, Pertini mandò un telegramma al compagno di scopone, ammettendo la colpa della sconfitta: "Caro Zoff, io non dimenticherò mai la tua bravura nel Mundial et la tua bonarietà quando tuo compagno in una partita a scopone sull’aereo che ci riportava a Roma ti ho fatto perdere [...] Vieni a trovarmi, giocheremo a scopone e cercherò di non fare più gli errori che mi hai giustamente rimproverato. Auguri mio caro Zoff." Una vera e propria confessione.




Capigliature orrende


Da quando il calciatore è diventato fenomeno mediatico, sempre in tv e impegnatissimo sui social, per i campi di calcio di tutto il mondo si vedono capigliature bizzarre e ad effetto, che ti fanno dubitare della sanità mentale di calciatore e rispettivo parrucchiere. La moda della cresta, colorata e non, ci regala (purtroppo) ogni giorno delle perle di cui faremmo volentieri a meno. Ma anche alcuni i calciatori del passato, per un motivo o per l'altro, non "sfigurerebbero" ai giorni nostri.

Volendo fare un rapido excursus, pare d'obbligo partire da Sir Bobby Charlton e il suo ridicolo riporto, che lo accompagnò per tutta la carriera calcistica, culminata con la vittoria del mondiale del '66, in casa.

Un'altra leggenda del calcio del Regno Unito, ad aver avuto problemi a mascherare la calvizie, era John Dempsey. Ha vinto persino una Coppa della Coppe con il suo Chelsea, segnando anche un gol in finale contro il Real Madrid. Pensate che questo gli abbia donato gloria eterna? Certo che no. A rendere celebre Dempsey è stata la sua acconciatura ai limiti dell'orrendo, che però sfoggiava con una certa fierezza.

Carlo Parola e la celebre "bicicletta" della Panini

La rovesciata più famosa di sempre (almeno in Italia), è senza ombra di dubbio quella usata dalla Panini come logo per le sue figurine dei calciatori. Autore del gesto tecnico (che allora era meglio noto com "bicicletta") è Carlo Parola, stopper di lungo corso della Juventus tra il '39 e il '54.
La celebre foto è del giornalista Corrado Banchi, che immortalò quel momento durante un Fiorentina - Juventus, del 15 gennaio 1950. Ma la rovesciata non avvenne in aria avversaria, bensì nella propria area, e servì a sventare un'azione offensiva della viola.
 
Per utilizzarlo come logo, la Panini "ridipinse" la casacca del giocatore, con dei colori sociali assolutamente imparziali. Autore dell'illustrazione è Wainer Vaccari, che disegnò il logo per l'edizione delle figurine 1965-1966. Pur non comparendo sempre negli album, la "bicicletta" è sempre stata impressa sulle bustine delle figurine.

Grasso è bello: quando il peso conta

Il gioco del calcio è notevolmente cambiato nel corso degli anni. Se si confronta una partita di oggi con una di 50 anni fa, la prima cosa che balza agli occhi è la netta differenza di velocità di gioco. Nel calcio odierno i giocatori sono atleti iper allenati, con scatti da centometristi e fisici da personal trainer. Ed ecco perché quando in campo vedi comparire giocatori con qualche chilo di troppo nel pubblico scatta subito la risata e l'ovazione. Perché l'atleta con il fisico del tifoso, abituato a tracannare birra e a guardarle le partite, non a giocarle, fa simpatia. Eppure, nella storia del calcio, ci sono innumerevoli esempi di giocatori sovrappeso che, nonostante l'evidente problema estetico e motorio, sono riusciti a lasciare un'impronta indelebile nel mondo del calcio. Stiamo parlando di giocatori del calibro di: Maradona, che ha sempre avuto una pingue forma; Ronaldo, che dopo il trasferimento al Real Madrid di anno in anno ha messo su sempre più chili (che non l'hanno frenato nelle sue vittorie); Gascoigne, che probabilmente doveva il suo fisico non proprio longilineo alle abitudini poco virtuose che esercitava fuori dal campo (glu glu glu!); Ferenc Puskas, che fu comprato dal Real Madrid quando era di 18 chili in sovrappeso, guadagnandosi il soprannome di Cañoncito, cioè "Cannoncino" (sì, ma con il Real segnò 156 gol in 180 presenze, vincendo 6 campionati, 3 Coppe dei Campioni, un'Intercontinentale, una Coppa di Spagna). Poi ci sono altri casi di calciatori di ottimo livello che hanno sempre avuto diversi problemi con la bilancia, come Cassano ed Adriano.

Bloody Butcher

Bloody Butcher al termine del match tra Svezia ed Inghilterra
Una foto storica. Il serial killer in questione altri non è che Terry Butcher, gloria della nazionale inglese. Nel caso specifico la foto non lo ritrae dopo aver compiuto un delitto, ma bensì durante un match valido per la qualificazione ai mondiali di calcio. La partita è Svezia-Inghilterra. Il giorno è il 6 settembre 1989. Il calcio era diverso, così come le regole che lo governavano. Oggi, alla prima goccia di sangue il giocatore deve essere medicato immediatamente e costretto fuori dal campo fino ad avvenuta sutura della ferita. Ma una volta non funzionava così. Eppure i medici ci avevano provato... gli avevano messo un paio di punti ed una spessa fasciatura. Ma appena rientrato in campo Butcher continuò la sua partita con lo stesso vigore con cui era solito giocare. All'ennesimo colpo di testa la ferita si riapre. Il sangue comincia a sgorgare. A diventare rossa per prima è la fasciatura. Poi il sangue gli cola sul viso e da lì verso la maglietta. Ora, come tutti sanno, la divisa dell'Inghilterra è bianca, candida e immacolata. Così il sangue di Butcher la macchia ben benino, rendendola più simile alla parannanza (o grembiule, se volete) di un macellaio che alla maglia di un giocatore. Ed il bello in tutto questo è che il termine "butcher" vuol proprio dire "macellaio".
Bloody Butcher durante il match tra Svezia e Inghilterra
La storica foto è stata scattata al termine della partita, quando lo 0-0 finale aveva così garantito la qualificazione all'Inghilterra. Scolpita nel volto del giocatore si può così vedere qualcosa tra rabbia, soddisfazione, trance agonistica... e spirito omicida.

Pierluigi Pizzaballa, l'introvabile

Questa qui a sinistra è la figurina Panini più introvabile di sempre (o almeno lo è stata). Pierluigi Pizzaballa, numero 1 dell'Atalanta, prima figurina in assoluto dell'album della stagione 1963-1964. Mesi e mesi a collezionare e a scambiare, ma quando andavi a sfogliare l'album... quel buco nella prima pagina ti levava il sonno. E non c'era nulla da fare, Pizzaballa non ce l'aveva nessuno e nelle bustine non lo trovava nessuno.
Il suo nome è noto più per questo curioso aneddoto che non per i meriti sportivi. Anche se in realtà Pizzaballa ha avuto una carriera di tutto rispetto, tra Bergamo (l'Atalanta è sempre stata la sua squadra del cuore), Roma (sponda giallorossa), Verona (era il portiere della "fatal Verona") e Milano rossonera. All'attivo una presenza in nazionale ed una spedizione mondiale come terzo portiere, nel 1966. In Serie A quasi 300 partite, eppure...
Eppure Pizzaballa è per tutti la figurina più rara di sempre. Il motivo? Bé, quando il fotografo della Panini venne nella sede dell'Atalanta ad inizio campionato, Pizzaballa era infortunato e quindi assente. La sua figurina fu stampata soltanto a febbraio, consegnando il suo nome alla storia del mondo del calcio.

Mimmo Di Carlo

Ai tempi del Vicenza ancora qualche ciuffo ce l'aveva. Il buon Domenico era capitano di quella squadra che sfiorò la finale di Coppa delle Coppe. Di sicuro non ha mai pensato a risolvere il problema della caduta dei capelli. Il riporto è pessimo, ma negli anni successivi ha per lo meno optato per la rasatura totale.

Catanzaro, Udinese, Juventus, Napoli... Sky.

Commentatore sportivo per Sky. Ex calciatore. Ha iniziato la sua carriera nel Catanzaro (nella foto), giocando accanto al mitico Palanca. Poi all'Udinese ha avuto il privilegio di giocare con Zico. Nell'85 si trasferisce alla Juventus. In quegli anni passa da Torino un certo Platini. Chiude la sua carriera a Napoli, giocando due stagioni al fianco di Maradona.

Ebbene, nonostante tutto ciò, rimane un pessimo commentatore. Qui coperto da un ciuffo sbarazzino ed un monociglio che ne copre parzialmente lo sguardo da tombeur de femmes, ma avete capito chi è?

Piacere Iain Dowie... detto Sloth

Dowie, noto anche come Sloth
Il nome non dirà gran ché, trattasi di Iain Dowie, centrocampista nordirlandese con una carriera di tutto rispetto tra Southampton, Crystal Palace, West Ham ed altre squadre. Il The Sun lo ha eletto il calciatore più brutto di sempre. Chi vi ricorda?

Gigi Delneri

Un raggiante Delneri con i boccoli al vento
Un raggiante Gigi Delneri, direttamente da un concerto degli Alunni del Sole, anni luce distante dalla recente storia di esoneri.

Qui siamo ai tempi della Sampdoria, stagione 1980-1981.